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Templari e la loro storia

Templari

I Templari e la loro storia

All’inizio del XII sec, in Europa, assursero a fama e potere la cavalleria e il monachesimo con le loro corporazioni. Nacque così quella dei Templari che si propose di liberare i Luoghi Santi dagli infedeli.
I cavalieri costituivano i capitoli, nei quali si discutevano le questioni più importanti che riguardavano l’Ordine, e le riunioni avvenivano nei loro castelli costruiti numerosi sia per queste esigenze, sia per presidiare le Terre d’Oltremare nonché le strade per raggiungerle.
Chiese ed ospedali si moltiplicarono, per assistere non solo i cavalieri feriti, di ritorno dalle crociate, ma anche i semplici pellegrini.
Ancora oggi troviamo testimonianze di queste loro costruzioni che spesso possono riconoscersi per uniformità di stile: i castelli, infatti, erano normalmente costituiti da un corpo centrale quadrato con quattro torri agli spigoli, le chiese, invece, rispettavano frequentemente la pianta rotonda del S. Sepolcro in Gerusalemme e si chiamavano ovunque "Il Tempio".
Anche lo stile architettonico era sui generis in quanto segna il passaggio dalle poderose strutture portanti romaniche a quelle in cui predominano gli archi acuti, che consentono eleganti slanci verticali. 
Ma i Templari, che riuscirono ad accumulare grandi ricchezze, si resero famosi anche per le loro capacità nel campo dell’economia e della finanza avviando persino traffici internazionali di tipo bancario tanto che Federico si avvalse ampiamente di loro sia per prestazioni in questo settore, sia per la loro riconosciuta abilità di costruttori.
Ed è stato proprio per questo che la edificazione di Castel del Monte (da Foggia in autostrada, percorrendola in direzione Bari, si giunge agevolmente ad Andria: di lì a poca distanza (16 Km) c'è Castel del Monte) è stata, di volta in volta, attribuita direttamente all’Imperatore o ai Templari.
Ma a noi la questione sembra irrilevante perché quello che conta è che esso fu concepito grazie ad una ideologia condivisa da Federico (anche se non ufficialmente) e dall’Ordine, al quale (secondo certe versioni) il castello sarebbe stato confiscato allorché l’iniziale trasporto di Federico verso i Cavalieri si trasformò in irriducibile odio per aver essi osato ordire un agguato in Terra Santa allo scopo di ucciderlo. 
Indiscutibile ma segreto idolo sacro all’ordine dei Templari fu il Baphomet, che si vuole traesse questo nome da Mahomet.
La derivazione non regge alla critica, comunque dimostra un collegamento con il mondo islamico, che sicuramente influenzò il pensiero di molte migliaia di Crociati e, come è noto, dello stesso Federico tanto che di lui si ritenne di poter dire che fosse un "sultano battezzato". 
La vera etimologia della misteriosa divinità, dunque, è diversa ma, per comprenderla, è necessaria una breve premessa.
Nei primi secoli dopo Cristo numerosi filosofi tentarono la fusione di varie dottrine religiose avviando una corrente di pensiero detto sincretistico.
A questo movimento presero parte anche pensatori arabi e a tanto è dovuta l’influenza che ne subì la cabala, dottrina in parte segreta, che si diffuse nella cultura propria dei paesi mediterranei e successivamente, in tutto il mondo islamizzato. 
In particolare si tentò la fusione (gnostica) tra il cristianesimo e le filosofie pagane ma, a causa di superficialità e per la sua occasionale storica, essa non pervenne a risultati durevoli e a sviluppi originali.
Tuttavia possiamo ancora oggi trovarne le tracce, e a darci questa possibilità è proprio l’accennato demone.
Esso ci guarda dalla chiave di volta della settima sala del primo piano di Castel del Monte, da dove domina un tratto di quell’itinerario mistico che gli indizianti percorrevano nel castello.
Un volto terribile, con chioma e barba fiammate dalle quali sporgono due strane orecchie spesso scambiate per corna.
Presentato ai visitatori come "un fauno" invece è proprio lui, il Baphomet, ovvero la divinità dei templari dalle fattezze tenute sempre segrete.
Esse risultano formate dal volto di Mosè, presente in altra chiave di volta del castello, cioè di colui che portò le Tavole divine al popolo ebraico così divenendo l’emblema della cristianità, col quale si fonde, in una sorta di sacro connubio, l’immagine di Hator dalle orecchie di vacca - massima divinità egizia, simbolo della remota Grande Madre e Nutrice - presa come emblema della paganità. 
E questa nostra originale intuizione trova conferma semantica nel nome stesso del demone: infatti in greco "bafèus" è colui che tinge, che impregna, mentre "met" è abbreviazione di "meter": la madre. Il primo, dunque, è il Grande Inseminatore e la seconda rappresenta il principio femminile, formanti, assieme, l’autosufficiente binomio generatore di tutto e, appunto in una visione sincretistica, l’unico grande Dio di tutte le religioni. 
Senza trascurare che questa singolare figura costituisce una vera e propria firma autografa dei Templari apposta su Castel del monte


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