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Curiosità

Relazione tra papato ed Inquisizione - Il Malleus Maleficarum


Come abbiamo potuto constatare la Chiesa si abbatté con il suo sacro maglio su particolari forme di eresia, prevalentemente su quella Catara, per poi toccare solo successivamente i casi di magia e stregoneria. Comunque fino al 1200, prima dell'avvento al pontificato di Federico II, chiunque fosse accusato di pratiche occulte era passibile di scomunica, mentre successivamente cominciarono ad accendersi i primi roghi e ad innalzarsi i primi patiboli. Il tribunale dell'Inquisizione si aggiudicò il potere decisionale assoluto grazie alla bolla "Ad Extirpanda", promulgata da Innocenzo IV, che introdusse legalmente per la prima volta nella storia della Chiesa l'utilizzo della tortura come complemento giuridico per lo svolgimento dei processi. Grandi figure inquisitorie divengono i crudeli miti della caccia alle streghe e spiccano altisonanti i nomi degli spietati Nicholas Eymerich, Pierre de Lancre e Torquemada, terrorizzando i tribunali di tutta Europa. Dal 1300 in poi la Chiesa definisce eretici coloro che attraverso rapporti diabolici entrano in possesso di conoscenze magiche e vengono altresì considerate pratiche eretiche l'invocazione di potenze infernali, la lettura di formule magiche ed addirittura il mettersi in cerchio a danzare o a suonare. Dal 1320 al 1420 solo in Europa vengono pubblicati tredici trattati giuridici sulla stregoneria, all'interno dei quali vengono toccati temi quali la metamorfosi, il volo ed il Sabba, termini che da questo momento in poi entreranno a far parte del vocabolario accusatorio di ogni tribunale ecclesiastico. L'apertura ufficiale della caccia alle streghe è datata 5 dicembre 1484, quando Giovan Battista Cybo (Innocenzo VIII) promulga la bolla papale "Summis Desiderantes Affectibus", con la quale lancia l'offensiva giuridica contro le "malefiche" e dà incarico all'ordine dei Domenicani di occuparsi dello svolgimento delle indagini, nonché dell'effettiva conclusione dei processi. In particolare invita gli alsaziani Heinrich Kramer (Institoris) e Jacob Sprenger a stilare un sorta di "manuale del perfetto inquisitore". Il Malleus Maleficarum diviene dunque il trattato legale contro la stregoneria, il "vangelo processuale" da cui attingere tutte le informazioni giuridiche per poter agire contro chiunque si opponesse alle regole morali della Chiesa e del pontificato. Le prime copie del Malleus vennero stampate a Strasburgo nel 1487 da Gutenberg, a cui seguirono fino al 1669 trentaquattro edizioni per un totale di 35.000 copie. Oltre il volo notturno e la metamorfosi, all'interno del manuale troviamo temi ricorrenti quali: la capacità delle streghe di leggere nel pensiero, di predire il futuro, la conoscenza di lingue arcaiche mai imparate, l'aumento della forza fisica, la presenza del "signum diabolicum", l'incontro e l'accoppiamento con Satana durante la Tregenda, il bacio osceno. Oltrepiù Institor e Sprenger mettevano in guardia chiunque si accingesse a svolgere il processo che con "sconci atti venerei" i diavoli sarebbero stati in grado di procreare attraverso la strega imputata. Si calcola che dai primi concili (dal 300 circa d.C.) fino alla fine del XVII secolo, nel nome di un Dio ignaro della crudeltà del suo esercito, vennero giustiziate circa nove milioni di persone, tra presunte streghe, eretici, omosessuali, Ebrei, Catari, Albigesi e Valdesi.

Fine della persecuzione


Tra il 1650 e la fine del 1700 ebbe lentamente luogo il declino dell'accanimento giuridico contro l'eresia. Importanti personaggi come Heinrich Cornelius Agrippa e Giovanni Pico della Mirandola suggerirono una visione sottile ed innovativa del patrimonio delle conoscenze magiche dell'epoca, stabilendo nuove visioni del limite fra reale ed irreale. Uomini di scienza come Copernico, Keplero, Newton e Galileo dimostrarono come l'universo fosse retto da precise leggi fisiche e non magiche, basando la conoscenza della natura sul metodo scientifico sperimentale (usando la terminologia di Galileo Galilei: "su sensate esperienze e necessarie dimostrazioni"). Si delineò in questo modo una nuova concezione tendente a distinguere religione e scienza, definendo quindi ambiti autonomi di sapere e nuovi assetti di potere intellettuale. Se nel Medioevo mai nessuno "illuminò gli spiriti così traviati e superstiziosi", nel Rinascimento non pochi furono coloro che con i loro scritti presero le difese di quelle povere donne che salivano sul rogo, ma sicuramente più forti e numerosi erano gli altri, coloro che credevano nella magia e nella stregoneria e partecipavano direttamente alla formazione di sentenze contro gli indiziati oppure esprimevano il loro consenso alle condanne. La tesi ripercorre il cammino della stregoneria dalla innocenza della superstizione e dalla fraudolenza dell'inganno e del raggiro fino al reato e alla persecuzione. E' solamente da sec. XVIII, il secolo dei Lumi della ragione e dello spirito laico, che le povere donne accusate di stregoneria riceveranno tutela e salvezza. La seconda parte della tesi si sofferma sul ruolo svolto dall'importante opera di Girolamo Tartarotti "Del congresso notturno delle lammie" che con un'analisi concreta ispirata alla nuova razionalità smonta di fatto tutto il castello accusatorio su cui s'era basata la catena plurisecolare dei processi e impone da parte dell'opinione pubblica una scelta di umanità, ma è solo quando dall'ambito culturale queste nuove idee si trasferiscono sul piano normativo e giudiziario che la situazione cambia radicalmente e dalla persecuzione si ritorna all'intervento morale e sanitario.


Le Bolle inquisitorie


"Vox in rama" - Gregorio IX - 1233
"Super illius specula" - Giovanni XXII - 1326
"Nuntiatum est nobis" - Sisto IV - 1473
"Summis desiderantes affectibus" - Innocenzo VIII - 1484
"Cum acceperimus" - Alessandro VI - 1501
"Honestis petentium votis" - Leone X - 1521
"Dudum, uti nobis" - Adriano VI - 1523
"Coeli et terrae" - Sisto V - 1586
"Instructio pro formandis processibus in causis stigum, sortilegiorum et maleficiorum" - Sancto Offitio - 1620

I Canoni inquisitori

"Concilio di Ancira" - Sancto Offitio - 314 d.c.
"Decretum" - Burcardo di Worms - 850 d.c. circa
"Canon Episcopi" - Ludovico II - 867 d.c.
"Canon" - Reginone di Prum - 900 d.c. circa
"Decreta" - Ivone di Chartres - 1100 d.c. circa
"Decretum" - Graziano - 1100 d.c. circa
"Consilium" - Bartolo da Sassoferrato - 1339 d.c.
"Lo specchio della vera penitenza" - Jacopo Passavanti - 1340 d.c.
"Directorium inquisitorum" - Nicolas Eymerich - 1376 d.c.
"Formicarius" - Johann Nider - 1437 d.c.
"Quaestio XLVII" - Alfonso Tostato - 1449 d.c.
"Tractatus contra daemonum invocatores" - Jean Vineti - 1450 d.c.
"Flagellum haereticorum"- Nicolas Jacquier - 1458 d.c.
"Lamiarum sive striarum opusculum" - Girolamo Visconti - 1460 d.c.
"Opusculum de striis" - Girolamo Visconti - 1460 d.c.
"Quaestio de strigis" - Giordano da Bergamo - 1470 d.c.
"De lamiis et pythonicis mulieribus"- Ulrich Molitor - 1475 d.c.
"Malleus maleficarum" - Heinrich Kramer - 1487 d.c.
"De strigiis" - Bernardo Rategno - 1507 d.c.
"Summa Sylvestrina" - Silvestro Prierias - 1513 d.c.
"De strigimagarum daemonumque mirandis" - Silvestro Prierias - 1516 d.c.
"Strix. O vero de gli inganni de demoni" - G.F. Pico della Mirandola - 1523 d.c.
"Quaestio de strigibus" - Bartolomeo Spina - 1523 d.c.
"In Ponzinibium de lamijs" - Bartolomeo Spina - 1530 d.c.
"Parergon iuris libri XIII" - Andrea Alciato - 1582 d.c.
"Daemonolatreiae libri tres" - Nicolas Remy - 1595 d.c.
"Disquisitionum magicarum libri sex" - Martin Anton del Rio - 1600 d.c.
"Compendium maleficarum" - Francesco Maria Guazzo - 1608 d.c.
"Trattato della forza della fantasia umana" - Lodovico Muratori - 1745 d.c.
"Del congresso notturno delle Lammie" - Girolamo Tartarotti - 1749 d.c.


La tragedia di Salem


La comunità di Salem Village era stata fondata nel 1626 da Roger Conant, come luogo ideale per ospitare una stazione di pesca e un emporio commerciale sulla costa atlantica del Massachusetts, nella contea dell'Essex. Da centro di scambi commerciali, Salem si era trasformata dopo il 1630, in coincidenza con l'ondata di immigrazione dei pellegrini puritani da un'Europa lacerata dalle guerre di religione, in un vero e proprio paese retto da un consiglio municipale che, nel giro di un decennio, aveva concesso terre verso l'interno per diverse miglia a favore della nuova popolazione in costante aumento, tanto che a Salem Village si era affiancata una Salem Town, mostrando una perfetta coesione tra potere religioso e potere mercantile. Una delle più terribili e apparentemente inspiegabili caccia alla streghe ebbe inizio sul finire del 1691. Alcune giovanette erano solite riunirsi, per gioco, cercando di indovinare il loro futuro (chi avrebbero sposato, che mestiere avrebbero fatto i loro mariti ecc.). Una di esse ideò una specie di rudimentale sfera di cristallo: un bianco d'uovo sospeso in un bicchiere pieno d'acqua. Si chiamava Sarah Cole e disse al processo di aver intravisto galleggiare "uno spettro in sembianza di bara". Quell'esperienza preoccupò alcuni genitori delle ragazze che nel febbraio 1692 si rivolsero al reverendo Samuel Parris, padre di una delle giovani, Betty, di nove anni, e zio di un'altra, Abigail Williams, di undici. Samuel, a sua volta, si rivolse al medico William Griggs e insieme convennero che poteva trattarsi di "malocchio" o "stregoneria malefica". In tal caso, essendo la stregoneria severamente proibita, occorreva sporgere denuncia contro ignoti. Tuttavia, su consiglio di altri pastori puritani, il reverendo Parris non prese alcuna decisione. Poco tempo dopo una coppia di schiavi caraibici di casa Parris, Tituba e John Indian, istigati da una donna del villaggio, Mary Tibley, fecero mangiare a un cane una focaccia composta da farina di segale mista a urina delle giovani colpite dal maleficio, per vedere se l'animale avrebbe provato gli stessi effetti. Parris denunciò ovviamente la Tibley, ma da quel giorno, come per contagio, altre otto ragazze, comprese tra i dodici e i diciannove anni, cominciarono a mostrare strani comportamenti. Iniziativa.Alla fine del febbraio dello stesso anno, dopo insistiti interrogatori alle ragazze, furono arrestate tre donne: la schiava Tituba, che confessò subito di essere una strega, e altre due donne: Sarah Good e Sarah Osborne, che invece negarono. Furono incarcerate e durante la detenzione, pare per motivi naturali, morì la Osborne. Quello di Salem non era il primo caso di stregoneria avvenuto nel New England, ma tutti si erano risolti con lievi pene di detenzione. Reverendo Parris organizzò vari digiuni presso le famiglie colpite da questi fenomeni, ma proprio durante un incontro comune alcune giovani si lasciarono andare a manifestazioni ancora più gravi (convulsioni, irrigidimento degli arti, ecc.). Poi la diciassettenne Mary Walcott mostrò un morso sul braccio; la dodicenne Ann Putnam gridò di vedere un uccello giallo sul cappello di un pastore; la stessa nipote di Parris, Abigail, emetteva suoni sibilanti e prendeva dal caminetto tizzoni ardenti lanciandoli per la casa, e così via. La goccia che fece traboccare il vaso fu l'arresto di un'altra donna, Martha Cory, che al momento dell'interrogatorio era in grado di far provare a distanza alle giovanette lì presenti, muovendo semplicemente le mani o le labbra, sensazioni di tipo fisico. I pastori cominciarono a predicare esplicitamente dal pulpito che si era in presenza di fenomeni di stregoneria vera e propria. La conferma di questa situazione anomala fu data dalla confessione di Abigail Williams, secondo cui un ex pastore del luogo, trasferitosi in una parrocchia di frontiera del Maine, era il principale stregone artefice di tutto quel complotto malefico. Anche lui venne arrestato. Nella primavera del 1692 le carceri di Boston e di altri centri limitrofi straboccavano di presunte streghe e stregoni. La prima udienza si svolse il 2 giugno dello stesso anno (1962). Otto giorni dopo salì sul patibolo una donna di Salem Village, Brigdet Bishop. Il 29 giugno la corte mandò a morte altre cinque imputate, tra cui Sarah Good, che al vicario di Salem Town disse al momento di morire: "Non sono una strega più di quanto tu sia un mago". Il 5 agosto furono giustiziate altre cinque donne. Due settimane dopo finirono sulla forca due uomini, tra cui il reverendo George Burroughs, che proclamò la propria innocenza. Ai primi di settembre la corte condannò a morte altre sei presunte streghe (a una la forca fu risparmiata perché incinta; un'altra riuscì a fuggire). Il 17 dello stesso mese altre nove persone furono condannate a morte, a cinque delle quali però fu commutata la pena. Giles Cory, marito di Martha (una delle prime "streghe" arrestate) fu torturato a morte. Il 22 settembre altre otto donne salirono il patibolo. A questo punto quindici pastori puritani, guidati da Increase Mather di Boston, stilarono un documento in cui si dichiarava che prima di condannare a morte qualcuno bisognerebbe avere delle prove inconfutabili. I giudici infatti si erano basati prevalentemente sulle confessioni degli accusati e ritenevano prove schiaccianti affermazioni relative a "manici di scopa, rituali blasfemi, rapporti carnali col demonio, patti luciferini firmati col sangue o apparizioni spettrali, forme di telepatia o manifestazioni di poteri particolari, irreligiosità dell'inquisito". Sul fine dell'estate del 1692 si manifestò tra i giudici della Corte di giustizia un certo disagio quando si accorsero che le esecuzioni non erano riuscite a metter fine all'ondata di stregoneria che aveva colpito la comunità di Salem. Il 12 ottobre il governatore Phips proibì ogni ulteriore carcerazione o processo per fatti di stregoneria e sciolse la Corte. Tuttavia, all'inizio del 1693 una speciale Corte di giustizia prese in esame gli ultimi 52 casi: 49 detenuti furono assolti e a tre, condannati a morte, fu commutata la pena. Da allora non si registrò più alcun altro caso di stregoneria.

Nascita della Stregheria e della strega


L'origine etimologica del termine viene individuata nel latino strinx, un uccello rapace notturno cui si attribuivano poteri malefici. Numerosi furono gli accenni alla stregoneria già nell'antichità, dal Codice di Hammurabi all'Antico Testamento, alla letteratura greca e romana.
Anche le tradizioni dell'Europa settentrionale riferiscono spesso di individui accusati di compiere malefici tramite filtri e incantesimi, e addirittura di cibarsi di neonati.
E' stato riconosciuto un legame tra affermarsi di pratiche di stregoneria e decadenza di antiche divinità e culti, soppiantati da credenze religiose nuove o importate da popoli conquistatori.
La divinità vecchia si trasforma in entità negativa, in aperto conflitto con le forze magiche dominanti; Questa fenomenologia pare ricorrente in tutta la storia della stregoneria, anche in tempi moderni.
Sulla stregoneria è stata prodotta un'enorme letteratura che, lungi dal diradare ogni nebbia che circonda l'argomento, ha spesso prodotto fantasmi e assecondato fantasiose visioni dell'immaginario collettivo.
Taluni hanno considerato la stregoneria erede di una religione antichissima che risale al Culto della Grande Madre cui erano dedite alcune popolazioni durante il periodo Neolitico.
Altri hanno creduto di identificarla con un antico culto pagano vicino a Cernunnos, dio della fertilità,il cui culto pre-cristiano era diffuso nell'Europa Occidentale presso le popolazioni più modeste.
La raffigurazione di questa divinità come dotata di corna, ne avrebbe favorito nell'Età media la demonizzazione.
Atri ancora hanno pensato alla stregoneria come ad una pratica codificatasi nel tempo, frutto di una serie differente di pratiche coltivate presso sette eretiche di derivazione gnostica (Catari, Luciferani, Valdesi).
Nel periodo classico le streghe erano considerate affini al mondo delle tenebre e alla morte, nonchè alla notte nel suo significato occulto e alle entità, spesso mostruose, che patrocinavano il regno dei morti.
In pieno paganesimo, presso i Greci e i Romani, si credeva che le streghe fossero in grado di nuocere ai raccolti attraverso malefici, di uccidere, di evocare gli elementi, ed erano associate anche ai negromanti.
Sempre in periodo classico alcune fra le divinità alle quali le streghe chiedevano assistenza sono i demoni torturatori delle anime dannate, come Ermes e Proserpina, mentre le entità patrone della stregoneria erano solitamente le dee lunari: Selene, Diana, Ecate.
Ecate, considerata la divinità cosmica patrona delle arti magiche era rappresentata con tre teste e a volte anche con tre corpi: ciò perché rappresentava il cielo (la Luna), il mondo sotterraneo (Proserpina) e la terra (Diana).
Essa vagava nella notte tra i trivi e le tombe e veniva annunciata dai latrati dei cani ed associata al sangue ed al terrore.
Presso le popolazioni latine venive venerata come dea delle arti infernalistiche; per tale motivo sia le streghe che gli stregoni dell'antichità usavano celebrare i propri riti nei pressi di un trivio considerato simbolo dell'unione degli elementi benefici, neutrali e malefici.
Oltre la figura classica della strega, ve n'è un'altra che ha avuto origine dai culti e dalle tradizioni nordiche, specie presso le popolazioni celtiche.
Presso questi popoli, infatti, esisteva un culto di tipo matriarcale i cui riti impregnarono, segnandola profondamente, la loro religione.
Questa tradizione mitologica si è tramandata all'interno delle trame popolari e folcloristiche fino a sfociare nella Società di Diana, il cui legame con le streghe è stato riconosciuto sin dall'epoca medievale.
Al centro dei rituali di questa "Old Religion" era la Grande Madre Morrigan, affiancata dal suo consorte Dagda.
Dal punto di vista sociale vi era una struttura basata su una discendenza collaterale.
Al re competeva l'esercizio del potere in rappresentanza della divinità femminile, mentre sua sorella era la depositaria della tradizione magica: spettava alla sorella del re tramandare il Libro del Comando.
La casta sacerdotale era costituita dai Druidi, affiancati a loro volta dalle Druidesse dedite all'amministrazione del culto.
Una volta raggiunte le popolazioni celtiche, il Cristianesimo osteggiò fortemente il ruolo delle Druidesse, in quanto esse erano figure sacerdotali pagane e questo sacerdozio, che i religiosi cristiani consideravano esclusivo dell'uomo, era considerato assolutamente sacrilego.
Le Druidesse furono subito bollate col marchio delle streghe e considerate veri e propri agenti del male, fautrici di ogni genere di nefandezza.
Le adepte di Diana si riunivano in congreghe denominate Coven; Alla guida dei Coven erano i saggi chiamati Wicca (termine da cui deriva Witch) che nell'Old English significa strega e che starebbe ad indicare l'origine benefica della stregoneria.
Le seguaci di Diana idolatravano Giano, un dio cornuto, che, attraverso l'ignoranza e la malafede delle autorità religiose cristiane venne identificato con il Diavolo.
Diana stessa fu associata ad Salomè dea della notte patrona dei riti magici, narra una leggenda cristiana che Salomè, dopo aver indotto Erode Antipa a far decapitare Giovanni il Battista, pentita, ne ricoprì il capo mozzato di baci.
Dalla testa del santo scaturì un vento che la sospinse in cielo costringendola a vagare per l'aria per tutta la notte in eterno.
E' estremamente complicato stabilire se le pratiche magiche derivanti da questi culti matriarcali e dedite al culto della fertilità sia realmente esistita.
Nonostante ciò è indubbio che dalle testimonianze storiche e dalle fonti più arcaiche che ci mostrano le usanze e le credenze delle antiche popolazioni in cui questi culti fiorirono, vien fuori un' origine ed un'istanza tutt'altro che malefiche di questi culti.
Vien fuori altresì un'immagine di saggezzae positività dei ministri di queste arti che, lungi dall'essere folli e sanguinari o portatori di sciagure, erano il punto di riferimento di una società arcaica e semplice per la quale gli dei erano al tempo stesso benefici e terribili, come del resto è la Natura in sè, oggi come ieri, oggi come domani.
L'Antica Religione pagana nasce attorno al IX millennio a.C., quando gli uomini e le donne che popolavano il nostro pianeta cominciarono ad attribuire un'importanza sovrannaturale alle manifestazioni incomprensibili alle quali erano sottoposti quotidianamente.
Ecco che allora le stelle, i pianeti, gli animali, le piante, ma in particolar modo il Sole e la Luna, ebbero il privilegio di essere riconosciuti dalla specie umana come divinità a cui rivolgere le proprie suppliche e i primi veri e propri rituali. Compare dunque la prima autentica immagine del Dio Cornuto, signore delle selve e delle foreste, generoso dispensatore di selvaggina, venerato dall'uomo-cacciatore con rispetto, tanto da erigere in suo onore rudimentali ma sinceri altari di cui ancora oggi abbiamo testimonianza.
Nel frattempo la donna presiedeva al focolare, si occupava dell'allevamento della prole ed era un'attenta conoscitrice della medicina delle erbe. In entrambi nasceva man mano l'esigenza di credere in qualcosa oltre la morte, misterioso ed incomprensibile evento che dagli albori del mondo suscita paura ed attrazione e con essa il timore di rinascere lontano dal proprio clan di appartenenza e dal proprio luogo di origine.
Nasce insomma l'esigenza di credere ed ancor di più sperare nella Reincarnazione. Ad ogni persona del clan vengono impartiti i compiti in base alle proprie attitudini ed è proprio qui che spicca all'interno del gruppo l'immagine della donna saggia, sapiente nella medicina e nel trattare le erbe, votata ai piccoli Dei, vicina alle esigenze di una popolazione che ripone nel suo operato una fiducia estrema, alle volte persino esagerata. Il termine "strega" ha un'etimologia piuttosto complessa e sicuramente discutibile. Per certo sappiamo che il nome specifico attribuito a queste fenomenali persone è "lamia", in relazione all'amante di Giove, che aveva la mitologica capacità di trasformarsi in animale (questo sarà poi un argomento sul quale tutta l'Inquisizione medioevale insisterà nel corso dei suoi scellerati processi).
Per quanto concerne il termine vero e proprio, molte sono le fonti che asseriscono la derivazione di "strega" da "strix", o "strige" - l'uccello notturno - mentre il sostantivo "masca", utilizzato prevalentemente nell'Italia settentrionale, ha un'origine longobardo-germanica e significherebbe "Spirito ignobile", comunque sicuramente associabile a "maschera" ed a "Carnevale", una delle più antiche delle festività pagane.
Solo attorno al primo millennio si hanno effettive testimonianze sull'attività di "congrega" di più persone (in prevalenza donne), alcune delle quali costituirono i due gruppi magici europei dai quali trascendono tutte le attuali forme di aggregazione stregona presenti nel nostro continente: la Società di Diana e la Signora del Gioco.


I processi e le torture

I processi per stregoneria avevano una forte motivazione commerciale; c'era l'usanza di far pagare ai familiari degli accusati una tassa per le feroci torture inflitte alle vittime e che dovevano coprire le spese che andavano dall'incarcerazione all'esecuzione dell'imputato. Una atroce ultima beffa perpetrata ai loro danni.

Dissanguamento

Era una credenza comune che il potere di una strega potesse essere annullato dal dissanguamento o dalla purificazione tramite fuoco del suo sangue. Le streghe condannate erano 'segnate sopra il soffio' (sfregiate sopra il naso e la bocca) e lasciate a dissanguare fino alla morte.

Il Rogo

Una delle forme più antiche di punizione delle streghe era la morteper mezzo di roghi, un destino riservato anche per gli eretici. Il rogo spesso era una grande manifestazione pubblica. L'esecuzione avveniva solitamente dopo breve tempo dall'emissione della sentenza. In Scozia, il rogo di una strega era preceduto da giorni di digiuno e di solenni prediche. La strega prima veniva strangolata e poi il suo corpo (a volte il suo corpo in stato di semi-incoscenza) era, a volte, scaricato in un barile di catrame prima di venire legato a un palo e messo a fuoco. Se la strega, nonostante tutto, riusciva a liberarsi e a tirarsi fuori dalle fiamme, la gente la respingeva dentro.

Pulizia dell'anima

Era spesso creduto, nei paesi cattolici, che l'anima di una strega o di un eretico fosse corrotta, sporca e covo di quanto di contrario ci fosse al mondo. Per pulirla prima del giudizio, qualche volta le vittime erano forzate a ingerire acqua calda, carbone, perfino sapone. La famosa frase 'sciacquare la bocca con il sapone' che si usa oggi, risale proprio a questa tortura.

Mastectomia

Alcune torture erano elaborate non solo per infliggere dolore fisico ma anche per sconvolgere la mente delle vittime. La mastectomia era una di queste. La carne delle donne era lacerata per mezzo di tenaglie, a volte arroventate. Uno dei più famosi casi che si conosca in cui fu usata questa tortura era quello di Anna Pappenheimer. Dopo essere già stata torturata con lo strappado, fu spogliata, i suoi seni furono strappati e, davanti ai suoi occhi, furono spinti a forza nelle bocche dei suoi figli adulti. Questa vergogna era più di una tortura fisica; l'esecuzione faceva una parodia sul ruolo di madre e nutrice della donna, imponendole un'estrema umiliazione.

Impalamento

Veniva attuata per mezzo di un palo aguzzo inserito nel retto della presunta strega, forzato a passare lungo il corpo per fuoriuscire dalla testa o dalla gola. Il palo era poi invertito e piantato nel terreno, così, queste miserabili vittime, quando non avevano la fortuna di morire subito, soffrivano per alcuni giorni prima di spirare. Tutto ciò veniva fatto ed esposto pubblicamente.

Vergine di Norimberga

La, anche chiamata, fanciulla di ferro era una specie di contenitore di metallo con sembianze umane (di fanciulla appunto) con porte pieghevoli. Nella parte interna delle porte erano inseriti delle lame metalliche. I prigionieri venivano chiusi dentro in modo che il loro corpo fosse esposto a queste punte in tutta la sua lunghezza. Naturalmente questa macchina era progettata per non dare subito la morte che sopraggiungeva lentamente fra atroci dolori.

Annodamento

Questa era una tortura specifica per le donne. Si attorcigliavano strettamente i capelli delle streghe a un bastone. Quando l'inquisitore non riusciva ad ottenere una testimonianza si serviva di questa tortura; robusti uomini ruotavano l'attrezzo in modo veloce provocando un enorme dolore e in alcuni casi arrivando a togliere lo scalpo e lasciando il cranio scoperto. Questa tortura era usata in Germania contro gli zingari (1740-1750) e in Russia con la Rivoluzione Bolscevica nel 1917-1918.

Ordalia del Fuoco

Prima di iniziare l'ordalìa del fuoco tutte le persone coinvolte dovevano prendere parte a un rito religioso. Questo rito durava tre giorni e gli accusati dovevano sopportare benedizioni, esorcismi, preghiere, digiuni e dovevano prendere i sacramenti. Dopodichè si veniva sottoposti all'ordalìa aveva inizio: gli accusati dovevano trasportare un pezzo di ferro bollente per una certa distanza. Il peso di questo peso era variabile: si andava da un minimo di circa mezzo chilo per reati minori, fino a un chilo e mezzo. Un altro tipo di ordalìa del fuoco consisteva nel camminare bendati e nudi sopra i carboni ardenti. Le ferite venivano coperte e dopo tre giorni una giuria controllava se l'accusato era colpevole o innocente. Se le ferite non erano rimarginate l'accusato era colpevole, altrimenti era considerato innocente. Si poteva aver salva la vita però: corrompendo i clerici che dovevano officiare la prova si poteva fare in modo che ferro e carboni avessero una temperatura sufficientemente tollerabile.

Ordalia

In questo tipo di ordalìa l'acqua simboleggia il diluvio dell'Antico Testamento. Come il diluvio spazzò via i peccati anche l'acqua 'pulirà' la strega. Dopo tre giorni di penitenze l'accusata doveva immergere le mani in acqua bollente, alla profondità dei polsi. Spesso erano costrette a immergerle fino ai gomiti. Si aspettava poi tre giorni per valutare le colpe dell'accusata (come per l'ordalìa del fuoco). Veniva messa in pratica anche un'ordalìa dell'acqua fredda. Alla strega venivano legate le mani con i piedi con una fune, in modo tale che la posizione non fosse certo propizia per rimanere a galla. Dopodichè veniva immersa in acqua; se galleggiava era sicuramente una strega in quanto l'acqua 'rifiutava' una creatura demoniaca, se andava a fondo era innocente ma difficilmente sarebbe stata salvata in tempo

Il Forno

Nel diciassettesimo secolo più di duemila fra ragazze e donne subirono questa pena nel giro di nove anni.
Immersione dello sgabello

Questa era una punizione che più spesso era usata nei confronti delle donne. Volgarmente sgradevole, e spesso fatale, la donna veniva legata a un sedile che impediva ogni movimento delle braccia. Questo sedile veniva poi immerso in uno stagno o in un luogo paludoso. Varie donne anziane che subirono questa tortura morirono per lo shock provocato dall'acqua gelida. L'immersione dello sgabello era usato per le streghe in America, e in Gran Bretagna come punizione per crimini minori; prostitute e recidivi.

La Garrotta

Non è altro che un palo con un anello in ferro collegato. Alla vittima, seduta o in piedi, veniva fissato questo collare che veniva stretto poi per mezzo di viti o di una fune. Spesso si rompevano le ossa della colonna vertebrale.

La Pera

La Pera era un terribile strumento che veniva impiegato il più delle volte per via orale. La pera era usata anche nel retto e nella vagina. Questo strumento era aperto con un giro di vite da un minimo, a un massimo dei suoi segmenti. L'interno della cavità in questione era orrendamente mutilato e spesso mortalmente. I rebbi costruiti alla fine dei segmenti servivano meglio per strappare e lacerare la gola o gli intestini. Quando applicato alla vagina i chiodi dilaniavano la cervice della povera donna. Questa era una pena riservata a quelle donne che intrattenevano rapporti sessuali col Maligno o i suoi familiari.

La Pressa

Anche conosciuta come pena forte e dura, era una sentenza di morte. Adottata come misura giudiziaria durante il quattordicesimo secolo, raggiunse il suo apice durante il regno di Enrico IV. In Bretagna venne abolita nel 1772.

La Cremagliera

Era un modo semplice e popolare per estorcere confessioni. La vittima veniva legata su una tavola, caviglie e polsi. Rulli erano passati sopra la tavola (e in modo preciso sul corpo) fino a slogare tutte le articolazioni.

La Strappata

Una delle più comuni e anche una delle tecniche più facili. L'accusato veniva legato a una fune e issato su una sorta di carrucola. L'esecutore faceva il resto tirando e lasciando di colpo la corda e slogando, così, le articolazioni.

Lo Squassamento

Era una forma di tortura usata insieme alla "Strappata". L'accusato qui veniva sempre issato sulla carrucola, ma con dei pesi legati al suo corpo che andavano dai 25 ai 250 chili. Le conseguenze erano gravissime.

Tormentum Insomniae

Consisteva nel privare le streghe del sonno. Matthew Hopkins la usava in Essex. La vittima, legata, era costretta a immersioni nei fossati anche durante tutta la notte per evitare che si addormentasse.

Il Triangolo

Altro terribile strumento di tortura analogo alla "Pera" e all'Impalamento. L'accusato veniva spogliato e issato su un palo alla cui estremità era fissato un grosso oggetto piramidale di ferro. La presunta strega veniva fatta sedere in modo che la punta entrasse nel retto o nella vagina. Alla fine alla poveretta venivano fissati dei pesi alle mani e ai piedi.

Le Turcas

Questo mezzo era usato per lacerare e strappare le unghie. Nel 1590-1591 John Fian è stato sottoposto a questa e altre torture in Scozia. Dopo che le sue unghie vennero strappate, degli aghi furono inseriti nelle sue estremità.

La Ruota

In Francia e Germania la ruota era popolare come pena capitale. Era simile alla crocifissione. Alle presunte streghe ed eretici venivano spezzati gli arti e il corpo veniva sistemato tra i raggi della ruota che veniva poi fissata su un palo. L'agonia era lunghissima e poteva anche durare dei giorni.

La Culla della Strega

Questa era una tortura a cui venivano sottoposte solamente le streghe. La strega veniva chiusa in un sacco poi legato a un ramo e veniva fatta continuamente oscillare. Apparentemente non sembra una tortura ma il dondolìo causava profondo disorientamento e aiutava a indurre a confessare. Vari soggetti hanno anche sofferto durante questa tortura di profonde allucinazioni. Ciò sicuramente ha contribuito a colorire le loro confessioni


Informazione tratta da internet


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