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Curiosità
"Sebbene nella Stregoneria vi sia riconosciuta eresia, il massimo delle eresie è non credere all'esistenza della Stregoneria" Heinrich Kramer (Institoris) - Inquisitore.
La Stregoneria
Insieme di pratiche tese a influire sul reale facendo ricorso a poteri magici e mediante l'evocazione di forze soprannaturali. Spesso il termine equivale a magia, ma assume significati diversi a seconda dei contesti storici e culturali.
Mentre presso alcuni popoli la stregoneria è praticata dallo stregone o dallo sciamano al servizio della comunità (per guarire le malattie, intervenire sui fenomeni atmosferici o fare da tramite con il divino), nel mondo occidentale il termine viene usato perlopiù in senso negativo, a indicare la magia nera, impiegata per recare danno alle persone o per forzarne la volontà.
Il termine "Stregoneria" e' spesso legato a falsi miti e leggende.
Molte persone al giorno d'oggi hanno un idea piuttosto confusa riguardo al vero significato di questa parola.
Le trasmissioni televisive pullulano di maghi che pretendono di risolvere i problemi della gente per telefono, i giornali scrivono interi dossier stracolmi di fesserie confonndendo la magia e la stregoneria, che sono due cose ben diverse.
La differenza sostanziale è tutt'altro che trascurabile; la magia si basa soprattutto su rituali che necessitano un certo tipo di preparazione (almeno per quanto riguarda gli "attrezzi" del mago),la stregoneria, invece, e' improntata quasi interamente sulla forza volitiva e sul potere della strega, quest'ultima infatti e' parte integrante della Natura, e' pura energia che si fonde con la Grande Energia Universale che dà vita ad ogni cosa, viva o inerte che sia.
La Strega pur avendo le sue divinita' considera anche se stessa una divinita' poiché' gli Dei hanno illuminato la sua mente con la fiamma della Conoscenza.
L'universo non e' una mescolanza accidentale di fattori e di influenze bensì un sistema ordinato di analogie, la cui comprensione consente di farne un uso specifico.
La strega crede fermamente nell'esistenza della materia, ma la considera solamente "il più denso" di tanti e diversi tipi di esistenza, di solito definiti "mondi o piani". Il cosiddetto Piano Astrale ha le stesse coordinate spaziali di quello fisico pur rimanendone separato.
I principi teorici della stregoneria sono i seguenti:
- L'universo come normalmente viene considerato e' solo una parte.
- La forza di volontà dell'uomo è una forza reale, in grado di essere esercitata ed educata per far si che possa modificare il suo ambiente e produrre effetti paranormali.
- Questa forza di volontà deve essere guidata dall'immaginazione.
Operando sui piani astrali si può esercitare il controllo sulla materia densa e produrre cambiamenti di coscienza in se stessi e negli altri.
La capacità dell'occultista sta quindi nel proiettare la propria forza di volontà attraverso una fervida immaginazione verso l'obiettivo scelto in modo che la "forza pensiero" prenda forma e vada ad operare direttamente sul piano astrale, in questo modo sarà inevitabile che il tutto vada successivamente a ripercuotersi sul piano fisico. "In principio la Grande Tenebra, Diana, si divise in due forze uguali e opposte , giorno e notte.
La notte era governata dalla stessa Diana, la luna, il giorno dal suo alter ego e fratello, Lucifero, il sole.
Diana sedusse Lucifero prendendo la forma di un gatto.
Il risultato di questa unione fu a figlia Aradia". In questa leggenda di Diana, con le sue sfumature gnostiche, vi sono riflessi della tradizione cabalistica di Naama, la seduttrice dell'Angelo Azaele, Naama corrisponde alla Lilith babilonese e Azaele corrisponde al Dio Sole nel suo aspetto d'oltretomba. "Azaele e i suoi seguaci"- secondo la tradizione -" scesero sulla terra al fine di istruire e civilizzare gli uomini primitivi allora esistenti ed è da loro che si dice derivino tutte le conoscenze e il potere della Magia. Tuttavia i discendenti dei Figli del Cielo non si comportarono degnamente così i Guardiani ricorsero al loro potere per abbattere le terre dove questi abitavano schiacciando tutta la popolazione in un giorno e una notte con uno sconvolgimento vulcanico e un successivo diluvio ( v. Atlantide )".
Si dice che la Sapienza si stata portata via dalle terre perdute prima del cataclisma a opera di alcuni sopravvissuti, che conoscevano le intenzioni dei Guardiani.
Nel Medioevo, il Cristianesimo prese il sopravvento sui culti pagani e la chiesa impose le proprie idee: tramutò le antiche divinità in mostri terribili e feroci togliendo, con il tempo la libertà alla gente di poter credere in ciò che voleva, questo non tanto per la religione in se stessa quanto per non correre il rischio di perdere il suo potere, un potere ottenuto con la violenza e la volontà di mantenere il popolo nell'ignoranza più completa, soffocando con la forza la fiamma della Conoscenza.
Il Cristianesimo prese di mira tutte le persone sospettate di essersi associate con Demoni, Elfi o creature simili e nel quindicesimo secolo circa la chiesa diede luogo a innumerevoli processi per eresia e all'Inquisizione. In questo periodo troviamo moltissime documentazioni riguardo ai massacri messi in atto dalla chiesa ai danni di uomini e donne che dopo aver subito torture di ogni genere confessavano cose che molto probabilmente non avevano nemmeno fatto, trovando nella morte l'unica via d'uscita all'insopportabile dolore.
La chiesa si serviva del Malleus Maleficarum ( Martello delle Streghe ) per identificare le proprie vittime, una sorta di " manuale " usato indifferentemente da cacciatori di streghe, cattolici e protestanti.
La stregoneria come reato
Quanto alla condanna a morte attraverso il rogo, va ricordato che tale competenza non era propria della Chiesa, bensì dell'autorità civile che, basandosi su una sentenza dell'autorità ecclesiastica, competente per materia, ne emetteva una propria di condanna e provvedeva all'esecuzione. Infatti i giudizi inquisitoriali per stregoneria erano relativi ai contenuti eretici contestati ai "colpevoli" e non avevano titolo a decretare la morte dell'imputato, ma poiché l'eresia era considerata un reato civile, chi risultava colpevole per il Tribunale ecclesiastico e veniva consegnato al "braccio secolare", anche se avesse abiurato (anzi, paradossalmente, proprio perché attraverso l'abiura riconosceva la sua "mancanza"), vedeva tradursi la sentenza ecclesiatica in condanna penale.
Di fatto però, le condanne a morte erano avallate dalla religione cattolica in quanto si rifacevano al versetto del Vangelo di Giovanni (15) nel quale si dice che: "chi non è con me venga raccolto come fascina e bruciato".
E' su questo passo che si giustifica il rogo, con l'appoggio della Bibbia dove si cita "non lascerai vivere mago".
Seppure alla Chiesa Cattolica dobbiamo un numero esiguo di condanne per propria mano, certamente ne è stata la mandante proprio perché la giustifica attraverso le sue Bolle ed i suoi scritti e la giustificazione morale dei suoi teologi "costringendo" il potere temporale ad intervenire in sua vece.
Quindi la Chiesa Cattolica è la mandante della persecuzione alle Streghe.
Ciò perché l'ortodossia della fede era intesa come corpo portante dell'unità sociale e quindi la sua presenza non violava solamente la unità della fede, bensì anche l'unità sociale. In realtà, la paura delle streghe, indotta nella popolazione ad arte, era usata come controllo poliziesco delle rivolte contadine e delle richieste di maggiore libertà del popolo.
Tipico è il caso della caccia alle streghe nel tirolo che rispecchia appieno l'insitllazione della paura in eventi soprannaturali per poter controllare le rivolte contadine.
Di fronte ad una realtà sociale piena di malattie, di povertà, di fame... la religione non riesce più a dare risposte certe di fede e teologiche del perché certi avvenimenti succedono, quindi risulta facile dare la colpa alle streghe (le quali agiscono con il permesso di Dio) per qualsiasi danno sociale: morte di bambini, carestie, ecc...
Quando più tardi, a causa della Riforma protestante, l'unità della fede non potrà più essere considerata l'elemento di unità della società, si dovranno assumere altri principi, ad esempio la nazionalità o l'appartenenza ad uno Stato e più tardi ad una classe sociale. C'è da dire, comunque, che era praticamente impossibile per il potere temporale non intervenire con punizioni pesantissime come il rogo, in quanto nessuno poteva permettersi di mettersi contro la Chiesa.
Molte autorità temevano infatti di essere "corree" alle streghe. In ogni caso le prediche degli inquisitori invocavano il fuoco purificatore ed era impossibile per il potere temporale non applicare la pena di morte.
Nei processi alle streghe del Tirolo e del Trentino, come riportati nei libri della Giovanna di Gesaro, si può notare come la forza politica della Chiesa e il suo giudizio, fosse inappellabile.
Lo studio delle cause
A differenza di quanto si creda comunemente, durante il medioevo le persecuzioni sono rivolte soprattutto contro gli eretici (Catari, Valdesi, o Albigesi).
Comunque "fedi altre" accusate di concubinaggio con il diavolo.
La Chiesa Cattolica pensava che Catari derivasse da Catus, gatto, adoratori del gatto/Satana.
E' solo a partire dall'età moderna (dopo lo scoperta delle Americhe, nel momento in qui nasce l'Umanesimo e in cui la stampa appare) che incomincia questa persecuzione che alcuni non esitano a definire sessista (probabilmente l'unica del genere nella storia) e altri hanno voluto chiamare genocidio od olocausto. Sembra che la paura suscitata da questa globalizzazione epocale non possa però essere l'unica ragione per avere demonizzato un sesso ed averlo utilizzato come capro espiatorio.
Ciò non appare sufficiente a spiegare il sistematico accanimento in una simile persecuzione, probabilmente vi contribuiva anche un aspetto economico, dato che la condanna comportava anche la confisca dei beni della vittima che venivano divisi a metà fra la Chiesa e il potere temporale.
Se però si considera il fatto che, alla stessa epoca, due corporazioni lavorative stanno per avere un ruolo economico importante, quella dei medici e quella dei chierici, si capisce che le donne, che fino alla fine del medioevo godevano di una libertà (in particolar modo relativamente all'esercizio di una professione) più grande di quanto si sia voluto notare, vengano minacciate di eventuali persecuzioni, convincendole così a ritirarsi tra le mura domestiche e a rinunciare ad ogni tipo di attività all'infuori della cura della casa.
Come detto, per collocare il fenomeno nel suo contesto storico, coincidente con il periodo delle guerre di religione e dell'Inquisizione, occorre ricordare come, tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Settecento, l'Europa fu scossa nella sua unità religiosa, al punto da collassare praticamente in una terribile caccia al colpevole, che non poteva altri che essere, di volta in volta, il cattolico, il luterano, il calvinista e così via.
A seguito della Riforma, inoltre, il fenomeno di parcellizzazione religiosa si moltiplicò, perché, contrariamente ai desideri dello stesso Lutero, numerose altre sette di diramarono dal suo tronco, andando a formare le miriadi di sette non conformiste. Il fenomeno coinvolse tutti: dai contadini alle istituzioni, dai governanti alle persone del popolo.
Non è dunque improbabile trovare proprio qui l'origine del fenomeno strega. Soprattutto nelle società agricole (e l'Europa all'epoca lo era in massima parte) le donne svolgevano infatti un particolare ruolo, che potremmo definire "conservativo".
Allo stesso tempo, come testimonia anche l'esperienza contemporanea, la devozione femminile assume spesso alcune forme di completo abbandono e coinvolgimento.
Già nel medioevo, ad esempio, fonti testimoniano come proprio le donne siano state le più attaccate alle antiche forme di culto pagane nelle campagne, e, allo stesso tempo, come fin dal primo cristianesimo, femminili furono le prime forme di vita cristiana associata che vennero alla ribalta.
Ora, in un mondo in cui, invece, il diavolo è in agguato in ogni momento, perché non c'è più un'unità spirituale, ed, anzi, sempre più persone cercano la propria via religiosa, era facile far nascere il sospetto su un gruppo di donne che si riuniscono per compiere riti che non si riconoscono.
Senza contare che queste stesse donne potrebbero essere state contattate da gruppi religiosi diversi. A ciò inoltre va aggiunto che questo è il periodo in cui la società per la prima volta, a partire dal Medioevo, comincia a riorganizzarsi, ed occuparsi (come avviene compiutamente nella nostra) di ogni abitante e della sua salvezza spirituale. Se gli uomini venivano arruolati nelle guerre, le donne restavano nelle campagne o svolgevano i loro riti nelle città.
Quelle che sfuggivano al controllo potevano essere quelle che furono "battezzate" come streghe.
Inizio della persecuzione
E' una parte molto dolorosa da raccontare ma che deve comunque servire da esempio; a questo si è arrivati quando la tolleranza e il rispetto delle persone sono stati sacrificati in favore del fanatismo religioso.
Le supposte streghe (e a volte anche i loro figli, soprattutto se femmine), appartenevano per lo più alle classi popolari ed erano di solito vedove, prostitute, levatrici ed herbarie.
Soltanto una piccola minoranza di loro poteva essere realmente annoverata tra i veri e propri criminali (fu il caso della cosiddetta "Voisin", per esempio, prestatrice di servizi satanici per le messe nere della Marchesa di Montespan, pure lei criminale, favorita di Luigi XIV di Francia, al fine di assicurasi a lungo i favori del re), colpevoli di omicidi, o di altri gravi reati.
La stragrande maggioranza era invece composta da persone innocenti, di ogni età e condizione, spesso "levatrici" e guaritrici o prostitute, in un tempo in cui decotti ed infusi a base di piante usati dall'empirico sapere tradizionale delle guaritrici risultavano non meno efficaci e sicure di medicine e medici: e, d'altra parte, la popolazione, essenzialmente rurale, non aveva altre possibilità per curarsi del ricorrere ai loro rimedi, meno costosi di quelli dei medici.
Molte "streghe" vennero torturate e bruciate vive, con le motivazioni ufficiali più varie, ma spesso in base a delazioni anonime mosse anche da futili ragioni (perché giovani, perché vecchie, soprattutto perché donne) e in molti casi, perché sotto tortura, in cambio della riduzione dei tormenti, facesse il nome di persone possibilmente benestanti, ree di complicità, in modo da poter istruire il processo successivo, considerato fortemente remunerativo, dato che il condannato subiva anche la confisca dei beni. Con il termine caccia alle streghe si indica la ricerca e persecuzione di donne sospettate di compiere sortilegi, malefici, fatture, legamenti, o di intrattenere rapporti con forze oscure ed infernali dai quali ricevere i poteri per danneggiare l'uomo specialmente nella virilità, o nel sciogliere o legare amori, come bene spiega la Di Gesaro nel suo libro Streghe (connotati, questi, che nell'imaginario popolare hanno da sempre delineato la figura della strega). Il fenomeno, che viaggia di pari passo con le religioni e le accompagna nel suo scorrere, ha registrato una particolare recrudescenza e spettacolarità, soprattutto tra la fine del XIV secolo e l'inizio del XVIII secolo all'interno dell'occidente cristiano.
Ritenute sospette e pericolose dalle autorità religiose particolarmente in ambito cattolico le cui tesi sulla stregoneria vennero fatte proprie dal protestantesimo che, nelle caccia alle streghe, videro un obbiettivo comune, e dal potere civile, le sospette streghe erano oggetto di persecuzioni che sovente terminavano con la morte.
Nella terminologia moderna, per estensione, con "caccia alle streghe" si indica l'atto di ricercare e perseguire determinate categorie di persone o un qualsiasi soggetto percepito come nemico, in particolare quando questa ricerca viene condotta usando misure estreme e con scarsa considerazione della reale colpevolezza o innocenza.
Nella cultura greca e latina la figura della Strega aveva una propria collocazione, anche se caratterizzata con toni diversi da quelli delle donne malefiche datesi a Satana e al centro della demonizzazione del XV-XVII secolo.
A determinare un profondo cambiamento della Strega e della sua eco di certo ebbe un ruolo fondamentale il contatto con il mondo cristiano, che considerava ogni espressione della cultura pagana una chiara testimonianza del culto di Satana. Lamiae, maleficae e striges erano termini utilizzati per indicare delle donne dedicate al maleficum, con caratteristiche che saranno anche in parte rinvenibili nella strega medioevale.
Dunque, la Lamia, di cui abbiamo anche testimonianza nell'Antico Testamento (Is 34, 14) può essere ritenuta l'archetipo della strega, con tutte quelle temibili caratteristiche che accompagnarono l'operato delle streghe travolte dalla caccia fino al XVIII secolo. Le striges erano ritenute capaci di mutarsi in uccello per commettere le loro nefandezze: infatti la strix era un'uccello notturno avvolto da un simbolismo oscuro e inquietante.
Questa era la visione della Strega presso l'area latina nell'epoca pre-cristiana.
La persecuzione nei confronti delle Streghe ha origini molto antiche nella storia Cristiana, ed è da ricercarsi nel profondo disagio sociale presente all'epoca. Al contrario di quanto si possa pensare le persecuzioni non iniziarono nel XV secolo, ma già nel 314 D.C. con le prescrizioni del Concilio di Alvira che miravano a punire chiunque procurasse la morte con l'ausilio della magia, e del Concilio di Ancyra (314 D.C.) contro i praticanti la magia nera ed il maleficio.
La storia continua con l'ambiguo Editto di Rotari (643 D.C.) che condanna le streghe e la stregoneria, ma al contempo indica i provvedimenti da adottare nei confronti di chi avesse arrecato danno alle presunte streghe, in quanto le considerava come donne che non possedevano alcun potere, ma che erano vittime della loro stessa superstizione e di quella degli altri, considerandole quindi alla stregua di semplici pazze. In seguito l'Editto di Liutprando (727 D.C.) e con il famoso Canon Episcopi (1000 circa D.C.) e con i Decretum di Graziano (1130 circa D.C.) la Chiesa pose maggiore attenzione sull'aspetto eretico, dal quale risulta che la stregoneria, a causa del suo atteggiamento pagano, offendeva profondamente la religione cristiana.
Fino all' XI secolo le cosiddette "streghe" furono in linea di massima ignorate, poiché dapprima la persecuzione venne rivolta contro i Manichei e i Catari.
Questi ultimi possedevano all'interno dei loro gruppi vescovi e diaconi iniziati che erano considerati "divini" e predicavano l'assoluta libertà verso ogni tipo di piacere terreno, ammettendo nel loro credo l'esistenza della Reincarnazione e soprattutto spingendo il popolo a non contribuire con offerte agli introiti della Chiesa.
La persecuzione si estese fino a toccare i Valdesi e gli Albigesi, con l'accusa primaria di utilizzare la magia durante le loro assemblee religiose, fino ad arrivare alla gente delle campagne, i cosiddetti pagani, colpevoli di idolatria e di pratica della Vecchia Religione.
E' importante notare come, nei testi alto-medioevali, i giuristi consideravano le streghe (striges, strigae, lamiae) come "demoni femminili pagani, dediti a truculenti rituali notturni, ai rapimenti dei bambini per succhiar loro il sangue." (La Stregoneria, Massimo Centini ed. Xenia tascabili). Nel Decretum (1138) pur conservando la tesi del Bucardo di Worms (1025) che alcuni aspetti, come il volo, fossero irreali, sosteneva il rapporto tra i praticanti ed il diavolo.
Tra il XI ed il XIII il dibattito sulla stregoneria passò in secondo piano rispetto all'insorgenza delle eresie Catare e Valdesi, ed anche i vari processi contro maghi e streghe diminuirono al punto di essere trattati pochi casi di stregoneria nella prima metà del X-III secolo. Fu con la seconda metà del secolo che gli inquisitori tornarono ad occuparsi di stregoneria grazie anche al fatto che nel 1218 Federico II decise che la stregoneria fosse giudicata come crimen lesae maiestatis, in quanto era un'offesa alla maestà divina.
Nel 1231 il Papa accolse questa decisione nell'Excommunicamus sancendo che pertanto streghe e stregoni potevano essere bruciati sul rogo. Finì così l'era in cui la strega veniva punita con la sola scomunica ed iniziava l'epoca dei roghi. Papa Innocenzo III nominò dei Legati, creando così l'Inquisizione Legatina, indipenente dall'autorità dei vescovi che non riuscì tuttavia ad arrestare le suddette eresie Catare e Valdesi. La bolla papale Ad extirpanda concesse un maggiore potere agli inquisitori.
Il 22 agosto 1320 il Papa dava ordine agli inquisitori di Carcassonne e di Tolosa di intervenire contro coloro che utilizzavano i cosiddetti "illeciti magici".
Nello stesso anno Bernard Gui, nella sua Practica inquisitionis haereticae pravitatis dava ampio spazio al modo di interrogare gli accusati di stregoneria. Il 14 agosto 1374 Gregorio XI invio al domenicano Giacomo de Moreria, allora inquisitore in Francia una lettera che chiedeva di provvedere contro coloro che erano accusati di avere strinto patti con Satana.
Nel 1420 videro la luce tredici trattati sulla stregoneria, mentre con i cinquanta anni successivi il numero salì a ventotto. In questo clima due domenicani, Heinrich Institor (Kramer) e Jackob Sprenger, basandosi sulle loro esperienze come inquisitori in Germania furono incaricati di redigere un volume sulla stregoneria.
Nacque così il Malleus malleficarum (Il martello delle streghe). Era l'inverno tra il 1486 ed il 1487 quando il volume vide la luce a Strasburgo. Iniziò così il lungo inverno della storia delle Streghe. Iniziò l'era dei roghi. Nei secoli la Stregoneria è stata perseguitata da molte parti. Sia il potere politico che quello ecclesiastico hanno infatti tentato di reprimere questo movimento imputandolo al Demonio.
Il momento di maggiore intolleranza lo abbiamo avuto con l'avvento della Santa Inquisizione e del cosiddetto periodo (o era) dei Roghi.
Molto spesso in realtà non furono le streghe ad essere bruciate vive, ma soltanto delle pazze visionarie, coloro che soffrivano di epilessia o chi si era fatte dei nemici. Le persone uccise in tutto sono innumerevoli, in alcuni testi si parla addirittura di nove milioni di persone, cosa non difficile da immaginare, soprattutto se si pensa che questa cosa ha coinvolto tutto il mondo per oltre cinque secoli. Finalmente in Francia dal 1682 sono abrogate le leggi contro la stregoneria. In Gran Bretagna le leggi furono applicate fino al 1736, anche se furono realmente abrogate soltanto nel 1951.
Diciamo che, escludendo casi sporadici, la persecuzione cessa del tutto all'inizio del XIX secolo. I due ultimi episodi di streghe arse vive avvennero uno nella Svizzera protestante nel 1782 e l'altro nella Polonia cattolica nel 1793. Il tribunale dell'Inquisizione infatti molte volte condannava gli imputati a morte per i motivi più frivoli, un'indizio sicuro di stregoneria ad esempio era il fatto di non essere mai visti piangere durante l'interrogatorio.
Ogni stima delle vittime sarebbe inesatta, si calcola comunque che il numero delle morti causate da questo periodo di isteria collettiva furono molti milioni, e finalmente, dopo secoli in cui la Chiesa ha cercato di giustificarsi con fatti falsi ed artificiosi, come la presunta adorazione del "diavolo" da parte delle Streghe, Papa Giovanni Paolo II, durante la messa della giornata del 6 gennaio 2000, ha chiesto pubblicamente perdono al mondo e all'umanità dei crimini commessi contro le altre religioni, ivi compreso il paganesimo, e dei crimini commessi durante l'Inquisizione contro chi era accusato di avere "commerci carnali con il demonio".
L'entità della persecuzione
Le donne (il cui termine latino foemina derivava secondo il Malleus da fe -fede- e minus -minore-) venivano sospettate proprio in virtù del loro sesso.
Le accuse erano vastissime: dal predire il futuro a preparare filtri d'amore o il malocchio. Grillot de Givry scrisse nel suo Musée de sorciers che le streghe "volano in aria cavalcando scope e caproni, uccidono i bambini per cibarsene, guariscono le malattie senza conoscere la medicina, si tramutano in animali, prendono le sembianze dei defunti, rinnegano la religione e si affidano a Satana, accoppiandosi a lui nei Sabba".
La questione del volo notturno verso il Sabba fu dibattuta da teologi e demonologi per quasi dieci secoli. Inquisitori come Bernardo da Como o Silvestro Prierias erano convinti che si potesse affermare l'essenza diabolica di una donna solo dimostrando che volava di notte.
A nulla valsero le opinioni di dotti rinascimentali, come Andrea Alciato o il giurista piacentino Ponzinibio, secondo cui il volo era in realtà un effetto sulla psiche prodotto da sostanze allucinogene.
L'ottica antifemminista che prevale in questi intellettuali non è, in realtà, teologicamente nuova: di nuovo c'è ora il fatto che la donna viene considerata come una sorta di intermediaria tra l'uomo e il demonio. Siamo alla conclusione di un processo di "demonizzazione femminile" iniziato secoli prima, che ricorre con frequenza nelle satire, nei fabliaux medievali, nella trattatistica ascetica. Uno dei primi ad avere un interesse scientifico per le sostanze psicoattive usate dalle streghe fu il medico spagnolo Andreas Laguna nel '500.
Fu lui che si accorse di quali incredibili conoscenze naturalistiche avessero le donne e dell'uso che facevano di erbe che potevano indurre eccitazione psichica accompagnata da allucinazioni (anche la pelle di rospo e la coda di lucertola contengono agenti allucinogeni).
Questo, per le donne, era anche un modo di emanciparsi dal ruolo di marginalità e sudditanza in cui erano sempre state tenute. La caccia alle streghe fu un fenomeno europeo ma soprattutto in Germania fu particolarmente cuento.
Molti studiosi hanno affrontato l'argomento e hanno discusso, nel tentativo di determinare delle stime accettabili e condivise sul numero delle vittime della caccia alle "streghe" durante i due secoli in cui sia i tribunali dell'Inquisizione che quelli della Riforma le condussero al rogo. Il raggiungimento di una certezza sul tema è ostacolato da molti elementi: ad esempio, si è persa traccia di documenti e notizie certe in ordine a gran parte dei processi.
Il motivo principale fu che per paura che gli immensi archivi inquisitoriali cadessero nelle mani dei protestanti o degli avversari della Chiesa, molti archivi vennero dati alle fiamme, come Milano, Mantova, Benevento e quelli della Sicilia con migliaia e migliaia di processi.
O come quelli rubati dai francesi a Roma. Pertanto le cifre che si ipotizzano in ordine alle vittime della persecuzione vanno considerate come ordini di grandezza e spesso sono oggettivamente influenzate dalle opinioni e dalle collocazioni culturali degli Autori che le hanno determinate.
Le ipotesi minime parlano di circa 110.000 processi e 50.000 esecuzioni cifre successivamente ridotte dallo stesso autore a 100.000 processi e 50.000 esecuzioni.
Esistono poi molti studi che pervengono a conclusioni di poco superiori, mentre a risultati notevolmente distanti si collocano pochi autori che parlano di 12.000.000 processi e 9.000.000 esecuzioni. La situazione muta, ma non di molto, se si passa ad esaminare cifre parziali riferite a particolari aree geografiche che sono state oggetto di studi più particolareggiati ed approfonditi, sulla base del ritrovamento di documenti processuali, ma purtroppo è evidente che tali stime sono approssimate per difetto, non essendo stato possibile recuperare la documentazione per ogni processo celebrato. Sempre stando a Gustav Henningsen, i tribunali ecclesiastici di cui era direttamente responsabile la Chiesa Cattolica celebrarono in tutto 20.000 processi per stregoneria (in Spagna, Italia e Portogallo), in Spagna furono condannate al rogo 49 "streghe", in Italia 36 e in Portogallo 4.; negli altri paesi, infine, furono invece le autorità civili a celebrare ben 100.000 processi che nella metà circa dei casi si risolsero nella pena capitale: secondo queste stime sarebbero perciò i tribunali civili e non la Chiesa cattolica ad avere avuto le maggiori responsabilità di questa follia. Ma basta pendere un libro come quello della di Gesaro "Streghe" per vedere che solo nel Trentino la cifra di 36 venga ampiamente superata e non si riesce comprendere le stime dell'Henningsen.
Per misurare l'incidenza del numero delle vittime occorre poi raffrontarla con la popolazione europea di quei tempi. Si tratta inoltre, per l'80% di queste vittime, esclusivamente di donne.
Va notato che, paradossalmente, se è in Italia che nasce la base religiosa e filosofica, nonché teologica sulla caccia alle streghe, attraverso bolle e manuali, non è in questo paese (eccetto nel nord in Piemonte, ovvero vicino alla linea di contatto fra protestantesimo e cattolicesimo) che si scateneranno più violentemente queste persecuzioni, né quello in cui mieteranno più vittime.
Esse saranno ben più numerose sia in Francia che in paesi anglosassoni quali la Gran Bretagna e in Germania. Ma questo fatto, però, è puramente statistico, in quanto nei paesi sopra citati esistono ancora archivi intatti della caccia alle streghe, mentre in Italia sono stati distrutti nel corso dei secoli.
Come spiega Massimo Centini, antropologo, e Laura Rangoni, nell'intervista alla trasmissione "L'ora delle streghe l'olocausto dimenticato" testualmente: "Il numero delle streghe arse in Italia è non verificabile in quanto molte volte venivano fistrutti i verbali insieme alle streghe perché non rimanesse traccia di quella infamia, non solo i parenti delle streghe comperavano i verbali per cancellare ogni prova di cattivo nome della famiglia e non dobbiamo dimenticare che sono stati distrutti archivi interi."
Intorno al 1590 i cattolici tedeschi bruciarono tutte le donne di due villaggi alla periferia di Treviri, nella regione del Palatinato.
A Colonia, tra il 1627 e il 1630, le levatrici della città furono quasi tutte eliminate.
Erano accusate di uccidere i bambini non battezzati, di praticare aborti e contraccezione.
Ma venivano mandate sul rogo anche le donne che si dedicavano alla guarigione dei malati, minacciando, con la loro conoscenza delle erbe, i poteri dei sacerdoti esorcisti. Molto sospette erano anche le vedove (che a causa delle tante guerre erano aumentate in maniera spropositata), le nubili, le cuoche, le levatrici e non venivano risparmiati neppure personaggi del mondo ecclesiale, come suore, badesse, preti e persino qualche vescovo. Il primo tedesco che si oppose alla credenza delle streghe fu il medico calvinista Johann Weyer, morto nel 1588, ma la sua opera fu posta all'Indice dei libri proibiti e lui stesso rischiò di finire sul rogo. Oltre alla Germania (renana soprattutto) altre zone europee molto toccate dal fenomeno furono la Stiria e il Tirolo austriaco, la Scozia calvinista, e più in generale l'Inghilterra dell'Essex (la vittima più illustre degli inglesi fu Giovanna d'Arco nel 1431), le Fiandre, la Polonia, la Svizzera, la Svezia, la Danimarca, la Norvegia, la Spagna, la Francia del sud (specie la zona dei Pirenei). In Italia si registrano persecuzioni di massa in Valcamonica, in Valtellina, nell'area del Tonale, presso i territori di Brescia e Bergamo. Nel Canton Ticino il vescovo di Milano, Carlo Borromeo, tra il 1565 e il 1583, presenziò a processi ed esecuzioni di centinaia di fattucchiere.
L'inquisizione italiana, nella sola Lombardia, nei primi 30 anni del XV sec., avrebbe mietuto non meno di 25.000 vittime.
Nel 1575 nel solo regno di Francia operavano più di 100.000 tra streghe, stregoni, fattucchiere e maliarde. Ebbene, in questo periodo, nel solo distretto di Saint Claude, il magistrato Boguet fece bruciare oltre 1500 streghe, mentre in Lorena un altro procuratore generale, Nicole Remy, riuscì a far condannare a morte 800 persone in cinque anni. Tra gli inizi del XIII sec. fino al XVII si calcola che siano state inquisite, incarcerate, torturate non meno di nove milioni di persone, di cui 1/4 o addirittura 1/3 finì sul rogo. Solo nell'anno 1486 l'inquisitore spagnolo Tomas de Torquemada ne fece ardere 6.687 unicamente nella città di Toledo. A lui si attribuiscono almeno 10.000 vittime l'anno per un quindicennio.
Le persecuzioni si attenuarono temporaneamente nel decennio 1530-40, allorché sembrava ventilarsi la ricomposizione tra cattolici e protestanti, ma ripresero con più accanito vigore nella seconda metà del '500 e soprattutto durante la Guerra dei Trent'anni (1618-1648). Non erano soltanto i cattolici a praticare la caccia alle streghe, ma anche i protestanti.
Il giudice Benedikt Carpow, inquisitore di Wittenberg, si vantò di averne mandate a morte almeno 20.000 tra il 1566 e il 1596. I protestanti mandarono sul rogo nel 1589 a Quedlinburg ben 133 streghe e altre 300 a Ellwaangen.
Solo verso la fine del 1600, quando ci si rese conto che la divisione del mondo cristiano era un fatto acquisito, le persecuzioni di massa cessarono.
A dir il vero già nel corso di tutto il Seicento molti scienziati, filosofi e teologi avevano messo in dubbio l'operato delle streghe.
Il dubbio cartesiano, lo sperimentalismo scientifico di Keplero, Galilei, Newton... mal si adattavano a credere agli spiriti o alle forze soprannaturali.
E così, in Francia non si accettano denunce contro i maghi già a partire dal 1682. In Gran Bretagna le leggi contro la stregoneria vengono abrogate nel 1736. Nel 1749 l'opera dell'abate Girolamo Tartarotti, "Il congresso notturno delle lamie", chiude la caccia alle streghe, indagando il fenomeno con mezzi scientifici.
Forse l'ultima grande persecuzione storica può essere considerata quella di Salem nella Nuova Inghilterra, nel 1692. Episodi sporadici si sono tuttavia verificati anche ai giorni nostri: nel 1976, in un villaggio tedesco, Elizabeth Hahn, un'anziana donna accusata di tenere con sé, sotto forma di cani, alcuni diavoli, è stata bruciata viva; l'anno seguente qualcosa di analogo è accaduto ad Alençon in Francia; nel 1981 una folla ha ucciso in Messico a colpi di pietra una donna accusata di aver provocato, con un maleficio, l'attentato a papa Wojtyla.
Alla fine del 1998 i vertici della chiesa cattolica hanno iniziato a prendere in esame, sul piano storiografico, le responsabilità dell'Inquisizione nei secoli passati.