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Il Pentagolo di Salomone

Le stelle e il loro significato

La stella a cinque punte dove il 5 è un numero sacro, rappresenta l'uomo in correlazione con la croce.

La figura di tre triangoli intersecatesi e fatta di cinque linee è chiamata il Pentagolo di Salomone, e quando è delineata sul corpo di un uomo si assume rappresenti le cinque ferite del Salvatore.

La stella a cinque punte è un segno potentissimo in magia, trae la sua forza dalla virtù dei numeri.

Nel simbolo della stella a cinque punte, il potere del numero 5 e, anche. la sua ambivalenza.
Questo numero è ottenuto dall'1 più il 4, è positivo.

Mentre il nefasto numero 5 è composto dal numero 2 che si contrappone al numero 3, come avviene nel pentagramma capovolto, che è un segno del male.

Anticamente la stella a cinque punte veniva usata dai cristiani greci quale segno propiziatorio all'inizio di un libro o di una lettera.

Anche nell'antica Inghilterra la stella a cinque punte si trova nei luoghi di culto, addirittura il magico Pentalpha è disegnato su una finestra dell'Abbazia di Westminster, ciò dimostra che anche gli antichi monaci di Londra erano conoscitori di alcune scienze occulte.


La Clavicula Salomonis
"Accenni"

E' sicuramente il trattato magico più diffuso e conosciuto di tutta l'area mediterranea. La sua popolarità è dovuta anche al fatto che esso è un vero e proprio manuale pratico di magia che accompagna passo per passo l'aspirante mago: descrivere come preparare se stesso e gli strumenti per le operazioni di magia, quali formule impiegare, di quali simboli e sigilli munirsi per difesa, come conversare con gli spirirti evocati, ed infine cosa chiedere.

Le origini della Clavicula sono di certo molto antiche. Molte delle cerimonie e dei rituali descritti sono molto simili a quelli utilizzati dai, caldei, dai babilonesi e dagli ebrei. Tuttavia l'atrribuzione del testo al re Salomone è da considerarsi senza dubbio leggendaria.
La prima citazione storica certa della Clavicula risale allo storico ebreo Giuseppe Flavio, vissuto nel primo secolo d.C.
Successivamente fu citato dallo storico bizantino Michele Psello, e poi ancora ne Le Grand Albert, attribuito ad Alberto Magno, in cui sono riportate delle formule attribuite ad un certo Aronne Isacco,mago di corte dell'imperatore di Bisanzio Manuele I Comneno, che le aveva tratte a sua volta da un testo antichissimo, che con tutta probabilità era proprio il testo che oggi va sotto il nome di Clavicula Salomonis.
Della Clavicula esistono, proprio per la sua grande diffusione, copie in differenti lingue, dal francese all'italiano, dal'inglese al tedesco. La maggior parte di questi manoscritti è custodita nel British Museum di Londra o nella Biblioteca dell'Arsenale a Parigi; altri invece fanno parte di collezioni private o di biblioteche sparse un pò in tutto il mondo.
Per il suo carattere evocatorio e diabolico, la Clavicula venne proibita nel 1559 dall'Inquisizione come opera pericolosa. Nonostante questo, però, la prima copia stampata fece la sua apparizione a Roma nel 1629.


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