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CREDENZE


In passato molti erano convinti di aver visto i defunti sotto spoglie umane in processione, altri invece avvertivano rumori indicativi della loro presenza in casa o in campagna. Tutto ciò, naturalmente, creava un clima di paura dovuto anche all'abbondanza di racconti fatti di sera davanti al focolare o per strada mentre ci si godeva il fresco (sa friscura) fino a tarda notte.
Le anime, secondo le antiche credenze, sono la parte spirituale e immortale dell'uomo.
Dopo la morte le anime buone (sas animas bonas) vanno in Paradiso, mentre le anime malefiche (sas animas malas) vanno all'Inferno o in Purgatorio.
C'era la convinzione che le anime dannate si presentassero sotto forma di animali e che a loro volta disturbassero i vivi, allora venivano celebrate S. Messe in suffragio (Missas de Profundis) di queste anime perché finalmente trovassero pace.
Un'anziana donna racconta che, quando era bambina, la nonna sosteneva di aver visto una processione formata da tanti asini e da tanti cavalli: erano anime che avevano gravi peccati da scontare e vagavano senza sosta (andaiana peressi peressi) poiché non erano state accettate neanche all'Inferno.
In questi casi ci si preoccupava di far celebrare delle Messe in suffragio di quelle anime dannate oppure di distribuire alle famiglie bisognose del pane, "sa cocca", (pane di grande formato lavorato rigorosamente con le mani senza l'uso del coltello e infornato con la pala di legno), della carne, ecc. "pro sa bon'anima", almeno una volta al mese fino all'anniversario.
La consuetudine voleva che le prime porzioni degli animali uccisi, come pura le primizie (su primu fruttu), venissero distribuite alle stesse prima di essere consumate dai familiari.
Poiché un'anima venisse accolta nell'aldilà, secondo la testimonianza di una intervistata, era necessario celebrare le Messe nelle chiese dei paesi vicini (in cresia e fora) e non in "cresia mazore" (cioè nella chiesa del proprio paese).
Si racconta di un'anziana signora che riceveva regolarmente la visita di un'anima dannata.
Alla fine, spaventata da questa apparizione, chiese che cosa poteva fare per salvarla.
L'anima la pregò di recarsi in tre paesi dove in vita non era mai stata e di chiedere delle offerte per celebrare le Messe che le avrebbero permesso di guadagnarsi il Paradiso.
Queste anime, escluse dal Purgatorio e dall'Inferno, costrette a vagare sulla terra, venivano definite anche "animas intregadas", anime che avevano fatto un patto col Diavolo per ottenere ciò che a loro premeva.
A volte pare fosse possibile incontrare di notte, mentre sorvegliavano le fonti d'acqua e i ruscelli (s'abba tentada), delle anime malvagie che potevano essere scacciate con le palme o i rami di ulivo benedetto durante la Domenica delle Palme oppure "cun sa ruda", benedetta il giorno del Corpus Domini.
Prima di bere presso una fonte o un rigagnolo era, inoltre, consuetudine farsi il segno della croce e recitare la seguente preghiera per ben tre volte:
"Abba sutt'abba Santu Zuanne Battista la guardede" e, contemporaneamente, versarla dietro le spalle per lo stesso numero di volte.
Era possibile anche incontrarle mentre recitavano orazioni in processione con le ossa in mano anziché immagini sacre.
Un'altra donna ricorda che mentre si trovava alla fonte di Drochesa per attingere l'acqua, improvvisamente ha sentito il nitrito e il rumore degli zoccoli di cavalli per diverse volte.
Accertatasi che nelle vicinanze non ci fosse nessun animale arrivò alla conclusione che si trattava di qualche anima girovaga alla ricerca di indulgenze.

PRIMO NOVEMBRE

Per la nostra comunità il primo novembre era una ricorrenza importante perché le anime, secondo la tradizione, ritornavano nelle loro case, dove i parenti facevano una serie di preparativi per riceverle nel migliore dei modi: apparecchiavano la tavola senza posate (per evitare litigi tra le anime), cucinavano la pasta asciutta "sos maccarrones" e sistemavano i dolci "sos pabassinos", la frutta di stagione, ecc.
In quell'occasione si tenevano i cassetti aperti, così se le anime avessero avuto necessità di qualcosa, l'avrebbero trovata facilmente.
Durante la festività dei Santi e dei Morti non si doveva né spazzare la casa né sbattere i tappeti perché in questo modo si allontanavano le anime venute a far visita a parenti e amici.
In quell'occasione in Chiesa e in Cimitero si accendevano le candele in "sos caddos de linna", un tavolo con la base forata per reggere i ceri.
Un rito che viene ripetuto ancora dai ragazzi è quello "de s'immorti immorti".
La vigilia del giorno dei defunti i bambini, in gruppo, andavano di casa in casa per chiedere un'offerta per le anime.
Per l'occorrenza venivano dati in suffragio "pro sas animas mortas", "pabassinos", noci (nughe), mandorle (mendula), fichi secchi (cariga), ecc. attualmente sostituiti da dolciumi vari.
Nessuno in quell'occasione si rifiutava di dare qualcosa ai bambini.


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