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Apparizioni

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Apparizioni


Se abbiamo la percezione di un oggetto che non c'è nella realtà fisica, udiamo una voce inesistente o abbiamo la sensazione di camminare mentre siamo completamente immobili, stiamo vivendo un'esperienza allucinatoria.
L'allucinazione costituisce un'alterazione patologica della percezione in cui oggetti o suoni inesistenti assumono, per un individuo, caratteri di concretezza, di obiettività e di realtà.
Esse possono presentarsi in soggetti con condizioni psicologiche alterate come nelle intossicazioni chimiche, nelle psicosi o in numerose altre forme di disturbi psichiatrici e neurologici.
Le allucinazioni si presentano sotto vari aspetti e si possono distinguere in allucinazioni visive, che determinano la visione di immagini, lampi di luce e colori, oppure scene di persone o animali che interagiscono, e allucinazioni uditive, che sono costituite da suoni e rumori vaghi oppure parole ben articolate e chiare.
Altri aspetti frequenti delle allucinazioni possono riguardare l'olfatto, il gusto, il tatto e il movimento.
Un individuo può allucinare una scena vivida e completa in tutte le sue forme e avere la convinzione di essere passato attraverso un'esperienza oggettiva.
Poiché esiste la credenza comune che un'allucinazione possa essere esclusivamente visiva, quando questa si presenta sotto altre forme, né chi la vive, né chi ascolta l'esperienza riportata, in molte occasioni, tende a non riconoscerla come tale e le attribuisce una dimensione di realtà.
Anche quando l'oggetto di un'allucinazione è particolarmente significativo per la vita emotiva di un individuo (un parente defunto, un'immagine divina) a essa si attribuisce un significato sovrannaturale e la si classifica come una visione oggettiva.
Numerosi racconti di episodi particolarmente improbabili, come le visioni di fantasmi, i rapimenti da parte di alieni ed esperienze simili, se non sono il frutto di costruzioni fantastiche effettuate più o meno in malafede, possono essere la conseguenza di vivide allucinazioni, scaturite da alterate condizioni psicoaffettive in cui il soggetto è venuto a trovarsi.
Sulla base delle dichiarazioni di chi ha vissuto simili esperienze, le apparizioni riguarderebbero in genere individui lontani o deceduti; la percezione di tali figure appare reale e, benché normalmente spontanea, sembra possa essere indotta anche sperimentalmente.
Si tratta di allucinazioni visive di figure umane (in genere una sola) che possono apparire con sembianze del tutto realistiche, come se fosse veramente presente nella stanza una persona in carne ed ossa. Può essere più o meno nitida e apparire in figura intera o solo parziale.
Nei casi in cui la figura viene identifica come una persona conosciuta dal soggetto si parla di apparizioni di defunti o di viventi; accanto a queste, si parla anche di: apparizioni infestatori e apparizioni condivise.



Apparizioni di defunti o di viventi

Nel primo caso, il soggetto vede apparire una figura che identifica con un parente o un conoscente defunto; nel secondo, invece, vede una persona viva.
I primi non mostrano caratteristiche tali da ritenerli esperienze diverse dalle normali allucinazioni visive; i secondi, invece, poiché si verificherebbero solitamente in concomitanza con eventi tragici (es. un grave incidente o la morte della persona vista), presentano caratteristiche più interessanti. Questi casi, detti anche coincidenze di crisi o di morte, consisterebbero nel fatto che una persona vede improvvisamente davanti a sé la figura di un famigliare o di un conoscente che rimane visibile per qualche istante e poi scompare; in seguito, il soggetto viene a sapere che circa a quell'ora quella persona era morta.
Va comunque tenuto presente che, in questi casi, potrebbe entrare in gioco un processo di selezione, così come accade con i presunti sogni premonitori.
Il fatto, cioè, che tutte le volte in cui la persona non è morta al momento di un'apparizione, l'evento si può spiegare come una semplice allucinazione; invece, qualora i due eventi coincidano, si tende a vedere il fatto come qualcosa di paranormale.
Sull'argomento delle coincidenze di morte, Graziella Piccinini e il marito G. M. Rinaldi hanno condotto un'inchiesta, pubblicata nel 1990 nel volume I fantasmi dei morenti, che raccoglie circa 250 casi di apparizioni.


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